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IL SOLE DEI MUSULMANI SPLENDE SULL’UMANITÁ


IL SOLE DEI MUSULMANI SPLENDE SULL’UMANITÁ

Dopo avere scambiato i saluti, Rajiv e Rashed notarano che Michael era bramoso di incominciare il discorso. Allora, Rashed gli disse scherzando:

Eh Michael, ha preparato frecce penetranti per questo incontro, vero?! Cercherò di allontanarmi dallo schermo per evitarle!!

Michael: No … no, sta tranquillo .. Questa volta può fissare il tuo schermo senza preoccupazione. In realtà, il dialogo precedente mi ha spinto alla ricerca culturale, tentando di conoscere la contribuzione musulmana nel progresso umano. Quindi, ho trovato questo film documentario intitolato “Mille e una invenzione e la biblioteca dei segreti”. La durata del film è di solo 13 minuti, ma è delizioso e interessante in quest’argomento. Esso descrive come la civiltà islamica ha contributo nello sviluppo moderno dell’umanità, e questo film ha vinto più di venti premi internazionali.

Il film adotta la tecnica del racconto. Il segretario della biblioteca fa guida a un gruppo di adoloscenti durante la loro visita scolare ad una biblioteca. E durante la visita, scoprono l’epoca chiamata Medioevo. La leggenda del cinema “Sir Ben Kingsley” recita il ruolo del segretario della biblioteca che, in seguito, impersonalizza il ruolo dello scienziato musulmano Al Jazry, il quale presenta ai ragazzi alcuni personaggi degli scienziati musulmani vissuti in quell’epoca, facendoli conoscere il tesoro immenso delle invenzioni e delle creatività che il mondo islamico aveva assistito nell’epoca dal diciasettesimo al diciaottesimo secolo, che si considera una storia interessante, ma non ha avuto ciò che meritava di attenzione.

Rashed: E qual’è il riassunto del film? Qual’è il suo scopo?

Michael: Il film mira ad affermare che l’elemento essenziale e l’impulso per nascere l’epoca del Rinascimento in Europa, era quello che fu realizzato nel mondo islamico di eventi scientifici e culturali, che hanno aperto nuovi orizzonti per mano di scienziati e inventori precursori di diversi religioni. Inoltre, accenna che questo concetto è una realtà storica e fu dimenticata quasi totalmente.

Rajiv: Michael, ha aumentato la mia voglia per conoscere i dettagli di ciò che sta dicendo.

Michael: Vi sono parecchi dettagli in questo senso, alcuni di essi che Al Jazry, uno dei massimi ingegneri, chimici e inventori della storia, ha inventato l’orologio dell’elefante che diventò una leggenda. Ha inventato anche diversi attrezzi che si usano nelle macchine che adopriamo nella nostra vita quotidiana in tutte le parti della terra. La riproduzione di apparecchi meccanici secondo le antiche caratteristiche mostrano come si può usare la potenza dei venti e dell’acqua per creare una rivoluzione nel campo di agricoltura. E di essi anche, che il medico andalusa Al Zahrawy, inventò centinaia di attrezzi e precauzioni chirurgiche mille anni prima, e che le sue invenzioni stanno ancora salvando la vita dei pazienti negli ospedali moderni, tenendo in considerazione il rispetto delle precauzioni chirurgiche. E di essi ancora, che Alhasan Ibn Alhaytham (medico, filosofo, matematico, fisico ed astronomo. Bassora, 965 circa – Il Cairo, 1039), era il primo che spiegò come funziona l’occhio. E durante il film, vediamo un modello gigante di una fotocamera con il buco fine, per sapere come Ibn Alhaytham mise le fondamenta della fotografia e la realizzazione dei film.

Rajiv: Ha aggiunto informazioni preziosi Sig. Michael, ma non è stato l’unico che aveva interessato e ricercato in quest’argomento. L’ho fatto anch’io, e ho trovato un libro molto apprezzato di una scrittrice tedesca, Sigrid Hunke (1913 -1999), intitolato:”Il sole di Allah splende sull’Occidente”.

Michael: E cosa ha trovato di nuovo in esso?

Rajiv: Aveva attirato la mia attenzione a tante cose che non me le aspettavo. Lei sa che tante delle parole frequenti nelle lingue europee sono in origine araba?

Michael: Davvero strano! Parla sul serio?!

Rajiv: Di fatti, non scherzo. Prenda ad esempio la parola (Coffee) in inglese, e le sue simile in altre lingue europee, derivano dalla parola araba (Qahwa), e di essa deriva il nome che indica il posto dove si consuma questa bevanda. E la parola (Rice) deriva dall’arabo (Arz), e anche la parola (Sofa) che è in origine (Suffa), che vuol dire la sedia ombreggiata accanto alla moschea. Anzi, ho trovato anche tante parole con significato scientifico, che combaciano con la pronuncia araba, come (Alcohol) ..

Inoltre, il libro mi ha fatto conoscere tante verità che io non le sapevo, la scrittrice le ha riassunto, dicendo:”L’Europa indebita agli arabi e alla civiltà araba, e il debito a carico dell’Europa e tutti gli altri continenti verso gli arabi è molto consistente, e bisognava che l’Europa riconoscesse questo da molto tempo, ma il fanatismo e la diversità dei principi, ci ha fatto acceccare i nostri occhi, oscurandoli con un velo”.

Rashed: Sono bramioso, Rajiv, per conoscere la cosa che ha attirato di più la sua attenzione di queste verità che lei non le conosceva prima.

Rajiv: Ad esempio: Non sapevo che il primo che aveva scoperto gli errori di Galeno di Pergamo (Pergamo, 129 – Roma, 216) e gli aveva criticati, poi, aveva messo in atto la teoria della circolazione del sangue. Non era Michael Serveto lo spagnolo nè William Harvey – (1578 –1657) l’inglese, ma era un arabo originale dal tredicesimo secolo, Ibn Al Nafees, che era arrivato a questa magnifica scoperta nella storia umana e nella storia della medicina, quattrocento anni prima di Harvey, e trecento anni prima di Serveto. E non sapevo che lo scienziato arabo musulmano Ibn Alhaytham era il primo a correggere l’errore di Euclide (300 AC) e Ptolemio (90 –168 AC), quando avevano sostenuto che l’occhio nudo mando un raggio alle cosa che voleva vedere. E venne Ibn Alhaytham e dichiarò che questa supposizione è sbagliata, perchè non vi è un raggio che parte dall’occhio per realizzare la vista, anzi, la forma delle cose visibili che riflette il raggio all’occhio che le vede tramite la sua lente. In più, non sapeva che lo scienziato arabo musulmano Al Beyruoni aveva scoperto la ruotazione della terra intorno al sole, e non Copernico od altro come si diceva. Inoltre, questa meravigliosa orientalista ha ricordato che il medico musulmano Alrazy fu considerato da tutti gli storici come uno dei maggiori medici in tutti i tempi, in quanto il suo articolo sul vaiolo e il morbillo, è il primo lavoro completo sulla malattie infettive, riflettendo una capacità notevole nell’osservazione e nell’analisi patologico.

Rashed: Quello che aveva ricordato, risponde alle preteste di alcuni che non conoscono le verità storiche, o le negano dicendo che gli arabi e i musulmani non avevano aggiunto nulla di nuovo per l’umanità, specialmente nelle scienze empiriche, mentre l’umanità non ha saputo il metodo empirico solo con i musulmani e gli arabi, e mi permettete di riportarvi i detti di alcuni degli scienziati occidentali in questo senso:

L’orientalista francese Cluod Kahene dice:” … E se gli scienziati musulmani erano – malgrado le loro tendenze intellettive – meno potenti nell’astratto, ma avevano ricompensato questo con la loro forte inclinazione allo sprimentazione. E più avanti, il progresso scientifico aveva sottolineato l’importanza di tale inclinazione, perchè la scienza che avevano lasciato gli arabi, è quella che avevano adoperato nella loro vita quotidiana, e per questo motivo, è rimasto in vita. E Al Razy (Ed era uno grande scienziato) aveva espresso chiaramente sulla possibilità della continuazione del progresso scientifico, e ciò era un principio strano per la maggiore parte dei pensatori del medioevo” .. E la ricercatrice italiana Laura Vaglieri si chiede:” … Non erano fosse gli arabi i primi che avevano adoperato i metodi empirici prima che Bacon dichiarasse le sue necessità di molto tempo?! E lo sviluppo della chimica, l’astronomia, e la diffusione del sapere greco, e il rafforzamento degli studi sulla medicina, e la scoperta di diverse leggi fisiche, non sono fosse delle contribuzioni degli arabi”. .. E il filosofo e lo storico americano Will Durant, dice:” … Le scienze arabe hanno fatto crescere nella chimica il metodo empirico scientifico, ed esso è uno degli strumenti più importanti della mente moderna e il suo orgoglio più grande. E quando Roger Bacon ha riportato questo metodo in Europa, dopo che l’aveva dichiarato Jaber (Ibn Hayyan) cinquecento anni prima, quello che l’aveva donato, era la luce che l’aveva illuminato la strada dagli arabi dell’Andalusia, e questa luce non è solo un raggio della luce dei musulmani in oriente”.

E questo si considera un pizzico di ciò che si potrebbe dire nel campo della creatività della civiltà araba musulmana che aveva offerto all’umanità.

Michael: Davvero, sono contribuzioni innegabili, ma non possiamo trascurare anche che questa civiltà ha tratto beneficio di quelle che l’hanno procedute, come la civiltà greca.

Rashed: Questa è la natura del progresso scientifico, caro amico. Si tratta di una catena di tutti i contributi dell’umanità, conosciuta come il circuito delle civiltà, e quello che lo afferma l’orientalista francese Aldo Mieli:” … Questa scienza araba costituisce un anello di comunicazione e continuità tra l’antica civiltà e il nuovo mondo, e se noi non affrontiamo quella scienza araba e non la capiamo, troveremo una lacuna che sarà difficile spiegare tra le antiche civiltà e le civiltà moderne”.

E il Dr. D. Toby Heff, Doc. nella Sezione Storia della Scienza nell’Universita’ di Harfard, autore del libro (L’Alba della scienza moderna … L’Islam – La Cina – L’Occidente), sostiene che il trasferimento della sapienza scientifica e filosofica che era accomulata e costudita nella civiltà araba musulmana all’occidente, tramite i grandi sforzi della traduzione compiuta da europee del medioevo, ha avuto grande influenza nel cammino dello sviluppo intellettuale occidentale.

Ma mi lasciate dire: Che le effettuazioni della civiltà araba islamica, si è distinta con caratteristiche che non aveva nessun altra civiltà, e le più importante di queste, sono:

Che la scienza islamica non fu mai separata dalla religione, anzi la religione era il suo ispiratore e il suo principale promotore.

E che le scienze dei musulmani non erano segreti, anzi erano attenti a diffonderle tra la gente senza distinzione, perchè le università dei musulmani erano aperte agli studenti europee che emigrarano dai loro paesi per studiare.

Io sono fiero di quella civiltà.