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Il concetto della felicità e la sua concretezza.


Il concetto della felicità e la sua concretezza.

La parola della Felicità è una delle parole più contese tra la gente. Alcuni la vede come sinonimo di lussuria, di conforto, di ricchezza, di posizione o di fama…ecc. Per questo motivo, molte persone spendono la propria vita lungo diverse strade alla ricerca della felicità. Infatti, la felicità è un sentimento che nasce dal fondo dell’anima, quando ti senti di essere soddisfatto, agiato e tranquillo. Ma il punto di vista della gente variano a secondo del loro comportamento, gli interessi, le speranze, persino verso le proprie società. Alcuni la vedono nel denaro o nell’abitazione, nella ricchezza e nella salute, e altri la vedono nella moglie o i figli, nel lavoro o nello studio. E forse altri la vedono nella compagnia della persona amata, o nello sbarazzarsi di un essere fastidioso, o nell’invocazione spirituale o nell’aiutare un povero e bisognoso. Ma la cosa che stupisce è che quando chiede a tanti di questi: sei davvero felice? La risposta sarà negativa!!!

Allora, come puoi notare la descrizione della felicità, è diversa da una persona ad altra, e da una società ad altra, persino alcuni istituti internazionali hanno costituito una scala di gradazione per misurare la felicità tra i popoli, con l’intenzione di sapere quale popolo fosse il più felice. Ma il risultato fu sorprendente, giacché gli americani erano i più infelici, ottenendo pochi gradi, con tutto il conforto che hanno a disposizione. E la cosa ancora più strana è che il popolo nigeriano ottenne i gradi più alti, e quindi il titolo del popolo più felice al mondo, ciononostante fosse molto povero!!!

Questi sono i risultati della ricerca fatta dal settimanale americano “Newsweek” riguardo al popolo più felice al mondo. Il povero popolo Nigeriano, a maggioranza musulmana, aveva occupato, come rilevato, il primo posto nella classifica dei popoli più felici al mondo, una classifica che conteneva sessanta cinque popoli diversi, seguito dal popolo Messicano, Venezuelano e Salvadoregno. Con una sorpresa dei ricercatori, alcuni paesi progrediti, hanno occupato posti arretrati nella classifica. Ma forse dobbiamo soffermarci a lungo dinanzi la confessione della maggioranza degli americani interrogati in merito nel rapporto, che la felicità non è questione di denaro e ricchezza. E ciò appare strano in una società pragmatica fondata su un sistema tra i più estremi del capitalismo. Un fatto che spinse la stessa rivista a indagare sul fenomeno della diffusione religiosa negli Stati Uniti d’America, e quindi interrogarsi di nuovo sulla ricerca affannata della felicità da parte degli americani tramite ricette provvisorie di riflessione che si prendono come dosi per medicare le anime esauste. E forse troverai questa problematica sull’essenza della felicità e il modo per ottenerla presso di tanti di quelli che hanno cercato di definirla, Platone sostenne che esse sono le virtù dell’anima (La saggezza, il coraggio, la castità e la giustizia), considerando che l’uomo non può essere completamente felice solo quando la sua anima si trasferisce all’altro mondo. Mentre Aristotele sostenne che la felicità è un dono di Dio, composta di cinque dimensioni, che sono: la salute e la sicurezza dei sensi, la ricchezza e il buon uso di essa, il successo nel lavoro e le aspirazioni, la sana mente e la giusta fede, la buona riputazione e il buon consenso della gente. E nella scienza psichiatrica, si può capire la felicità come riflesso della nostra contentezza della vita, o come un riflesso dei tassi di ricorrenza di emozioni positive(3). Ma la questione rimane circa questa differenza nel concetto di felicità. Che cosa è la felicità? E se è limitata solamente a raggiungere il piacere.