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DOMANDE, CONFUSIONE E IL MEDICO


(1)

Il film è finito, scorrono i titoli di coda, Katerina si gira di scatto verso il marito domandandogli con tono quasi solenne:

Georgevuoi porre fine al tuo tormentarti?

Certo che voglio! Lo sai bene!

Dunque, la nostra vicina di casa mi ha parlato di un famoso psichiatra, Tom Arexon, lei è stata curata da lui ed ora è guarita, che ne pensi?

Il marito la guarda negli occhi, rimane qualche secondo in silenzio e poi risponde:

Fantastico! Vuoi che vada dallo psichiatra?

Per chiedergli di insegnarmi a smettere di pensare al motivo ‘banale’ per il quale sono stato creato? E magari anche come posso trovare la felicità e quindi la pace? Da un medico?

Per sapere la risposta a tutto questo?

Certo…

George inclina la testa all’indietro, e all’istante i suoi soliti pensieri lo portano lontano, sprofondandolo nuovamente nell’ansia. Katerina lo nota e capisce che appena trova un attimo di silenzio, si fa prendere dalla paura e dalla preoccupazione. Lo chiama a voce alta:

George!

Sì ... sí... Volevo chiederti: il medico è credente oppure vi è un’altra ragione dietro il tuo fervore?

George caro, il motivo del mio interesse ad aiutarti è quello di voler vivere serenamente con te; forse hai ragione a dirmi che fuggo da me stessa, dalle risposte che non ho, ma non è forse meglio il mio fuggire dai pensieri rispetto all’angoscia perenne che stai vivendo tu da anni?

D’accordo, ho preso la mia decisione di cercare la strada della felicità. Voglio trovare la risposta. Sicuramente non la cercherò ascoltando le parole di un sacerdote cattolico, dunque dammi il tempo per informarmi su questo medico.

Chiederemo insieme di lui, ed intanto prego il Signore che ti aiuti a guarire

Allora per te sono un malato che ha bisogno di essere curato? Ed invece ti sbagli, non ho bisogno di psicofarmaci e nemmeno di una camicia di forza, sono solo un filosofo che cerca delle risposte valide e soddisfacenti!

La cura consiste nell’arrivare a trovare una risposta, questo non significa che tu sia malato ... D’accordo caro?

D’accordo!

(2)

Il giorno successivo, seduto davanti al suo computer, George cerca le informazioni su questo presunto luminare. Capisce che è un uomo colto, amante della filosofia.
Leggendo i commenti delle varie pazienti donne, gli sembra anche che il medico sia un soggetto un po’ troppo brillante e informale con l’altro sesso, forse un donnaiolo. Comprende che non è religioso, anzi è completamente ateo, ma non per questo motivo ma piuttosto per uno strano presentimento, decide di non volerci andare.
George rimanda l’appuntamento con il medico di volta in volta, però Katerina non desiste e per fargli un favore è proprio lei che gli fissa un appuntamento.
George vorrebbe arrabbiarsi e invece acconsente ad andare, e farsi accompagnare dalla moglie. Si ritrova suo malgrado nella sala d’attesa, pensando che dopo poco sarebbe uscito con una diagnosi negativa, e avrebbe dimostrato di non aver alcun bisogno di cure psichiatriche. Sarebbero stati entrambi contenti e avrebbero archiviato l’idea della malattia mentale. La clinica è tranquilla, elegante e allegra, ma c’è una nota stonata che lo inquieta. Di fronte a lui alla reception un tipo seduto lo sta scrutando e gli dice bruscamente:

Mi chiamo Brad. Non vi ho mai visto prima d’ora, il medico è occupato per il momento.

George chiede a Katerina:

Non avevi già fissato un appuntamento?

Certo, Sono venuta qui tre giorni fa!

Brad quindi risponde con una certa malizia:

Ah sì certo, ora ricordo, il medico vi sta aspettando…

George, ancora più infastidito, vorrebbe andarsene subito, ed anche vorrebbe chiedere all’uomo il motivo di quel sorrisetto, ma immagina di ricevere una risposta falsa o sarcastica, dunque decide di lasciar perdere il viscido individuo ed entra nella stanza del medico.Tom Arexon però lo invita ad uscire dicendogli che ha necessità di poter parlare prima in privato con la donna in quanto la conosce meglio, e poter avere da lei alcune utili informazioni.
George obietta:

Ma l’appuntamento era fissato per me!

Katerina è sua moglie, la persona più vicina a lei, e mi sarà utile per capire la sua situazione. Vorrei parlare con la signora per qualche minuto.

Ulteriormente irrigidito e senza parole, costretto suo malgrado a lasciare Katerina nella stanza sola con quello strano medico, si siede in sala d’aspetto. Il bellimbusto della reception esclama:

Tom è con Katerina?

Come fa a sapere il nome di mia moglie?

La signora era venuta qui da noi a prendere l’appuntamento, il dottore è fortunato, un bell’uomo sta parlando con una signora molto affascinante…

Si capisce che sta cercando di stuzzicarlo, sempre con quel sorrisetto odioso appiccicato in faccia, ma George è capace di controllarsi e certamente non si abbassa a mostrare la sua rabbia. Anzi non vuole raccogliere l’insinuazione, ma in cuor suo non è affatto sereno, pensando anche alle avventure esplicite che aveva letto sul medico. Finalmente dopo circa dieci minuti, la moglie appare alla porta e lo invita ad entrare:

Caro, il medico ti aspetta. Io vado, ho un appuntamento in chiesa.

Entrando nell’ambulatorio, il medico ora non più sorridente, con un cenno sbrigativo lo invita a sedersi e gli chiede:

Perché continua a farsi inutili domande sulla sua esistenza e sulla sua morte?

Perché vorrei che la mia vita avesse un significato…

Lei vuole sapere il senso della sua vita, ma sbaglia approccio.

Non capisco, cosa vorrebbe dire?

Lasciamo perdere il metodo cattolico che porta alla rassegnazione e che non è certo un metodo utile e scientifico.

Rimane in silenzio per un attimo, poi riprende:

Sua moglie dice che lei si ritiene un filosofo: bene, questo è positivo, dunque, invece di cercare le risposte, deve prima cercare come trovarle, ovvero il modo ed anche il luogo. Lei sa che i filosofi non cercano le risposte ma solo la maniera per arrivare a trovarle?

Forse…

Bene, useremo questo metodo, ci rivediamo la settimana prossima, ma intanto le lascio un compito da svolgere: cerchi di scoprire quale strada possiamo percorrere per trovare le risposte, e quale certezze abbiamo a garanzia che la risposta sia quella giusta. Siamo d’accordo?

Nonostante tutto, trovo sia logico e razionale.

In sala d’aspetto ritrova il bellimbusto Brad che gli dice:

I miei omaggi alla signora Katerina…

(3)

Alla fine però esce da quello studio innervosito e ancora più confuso.
Sperando di calmare la rabbia ora incontrollabile, entra in un bar e ordina un caffè, ma assorto nei pensieri che si accavallano all’irritazione crescente, non si accorge quando il cameriere glielo porta, e quando se ne rende conto, il caffè è già freddo.

Ero troppo impegnato a pensare e ho visto solo ora che il caffè è diventato freddo.

Gli interrogativi interiori sono un segno di intelligenza e presa di coscienza, ma se non ci danno pace, se non troviamo le risposte e se aumentano le domande, significa che vi è in atto un conflitto, forse a causa di troppe contraddizioni, e questo non è sano.

George che inizialmente ancora assorto ascoltava senza concentrazione, ora è catturato dal discorso del brillante cameriere e, completamente scioccato, alza lo sguardo per guardarlo negli occhi. Quindi gli chiede:

E secondo lei, quali sono i motivi di questi conflitti o contraddizioni?

In primo luogo colui che ha dubbi profondi non ha compreso il più importante motivo della sua esistenza, quindi non ha un cammino segnato, e nemmeno una meta chiara. Non conosce il perché della sua vita e nemmeno la causa di essa su questa terra, è dunque logico che non sappia spiegarsi il motivo degli avvenimenti quotidiani: non può accettare i problemi e le difficoltà se non ha chiaro l’obiettivo, se non ha compreso perché, per cosa deve lottare. E che cosa succederà dopo. L’obiettivo deve essere chiaro e semplice. Senza chiarezza, senza semplicità, ci si complica la vita, invero la semplicità di molte risposte logiche fondamentali conferisce serenità ad affrontare quelle casuali. Spesso si scappa dalle domande più importanti, e senza tali pilastri che tengono in piedi la motivazione l’edificio crolla.

George spalanca gli occhi dallo stupore:

E come facciamo ad avere le risposte a questi interrogativi?

In molti si rifugiano in quella finta pace data dai divertimenti effimeri e mondani: musica, alcool, droghe e relazioni estemporanee. Tutto ciò lascia solo amaro in bocca al risveglio del giorno successivo, ma le domande in testa non spariscono…

Il cameriere conclude, chiedendogli scusa perché ci sono altri clienti da servire, quindi si allontana e lo lascia completamente senza parole.
George esce dal locale, lo stomaco chiuso, un groppo alla gola, si ritrova a girare in tondo per un’ora.
Poi rientra nuovamente nello stesso bar, desideroso di parlare ancora con quel cameriere.Se ne presenta un altro e George gli chiede dov’è il suo collega.

Quale collega, signore?

Mezz’ora fa ero qui, e mi ha servito un altro cameriere.

Forse si trattava di Kate o Adam che hanno staccato un’ora fa. Ora è il nostro turno.

George beve il suo caffè velocemente, e andando via, chiede al cameriere:

Quando inizia il turno di Katee Adam?

Domani,li trova dalle nove del mattino fino alle cinque di sera.

Grazie.

(4)

Torna a casa stranamente di buon umore, ma la moglie non c’è; probabilmente è ancora in chiesa, e decide di aspettarla.
George sedette in salutto aspettando il ritorno Rientra molto tardi, puzza di alcool, e come se nulla fosse gli domanda:

Come è andata dal medico dopo che io sono andata via?

È un personaggio strano, a volte convincente...

Cosa voleva da te quando siete rimastisoli?

Mi ha parlato dei suoi studi, è molto educato, poi mi ha chiesto dei miei e della mia vita, parlava molto di se stesso adesso che ci penso, comunque mentre uscivo mi ha fatto al volo una domanda sul motivo per il quale avevo preso un appuntamento per te.

Non ti ha chiesto di me?

Certo, ma solamente quando stavo per andare via. Gli ho detto che ti sentivi preoccupato a causa dei tuoi interrogativi sulla vita.

Solo questo?

Sì. Per la maggiore parte del tempo ha parlato di se stesso e di me. E’ stato molto cortese!

Strano che parli di lui in questo modo, eppure lui è un ateo, è contro le religioni, le considera come una patologia. Mi sembra anche sfacciato!

Ma George!

E’ stato molto gentile con me. Non abbiamo affatto parlato di religione anche dopo aver saputo che insegno teologia. Comunque, tu sei andato da lui per la sua esperienza e la sua sapienza, e non per la religione o per la sua gentilezza!

Con chi sei stata a bere fino a quest’ora?

Ero ad una una festa organizzata dalla chiesa.

George è deluso, ed anche infastidito, ma non ha voglia di continuare il discorso sulle serate della moglie, dunque riprende a parlare del medico:

Pensa che questo brillante dottor Tom invece che rispondere alle mie domande, me ne ha poste delle altre.

Come!

Invece di rispondere ai miei interrogativi,me ne ha suggeriti altri e mi ha chiesto di trovare le risposte.

Altre domande?

Sí, come faccio però a trovare risposte a queste domande, e come capisco se sono giuste oppure no?

Nonostante la stranezza del suo metodo, potrebbe funzionare…

Lasciamo stare... Oggi ho incontrato un altro uomoche mi ha davvero incuriosito. Mi ha parlato dello stesso tema per il quale ero andato dal medico

Lo stesso?

Che curiosa coincidenza!

Cosa ti ha detto?

Nulla di preciso. Non abbiamo potuto finire il discorso.Uscendo dallo studio del medico ero molto confuso e assorto nei miei pensieri, sono andato in un bar ed ho incontrato un cameriere incredibilmente saggio che sembra avere una profonda conoscenza. Non vedo l’ora di tornare a parlare con lui. Penso sia un credente, e mi ha detto di essere contrario a chi fugge dalla vita bevendo alcool.

Se è un credente certo che parla in maniera convincente, sarà sicuramente cattolico.

Forse. Mi ha scosso. Ad ogni modo andiamo a letto, ho molto da fare domani.

Mentre si preparano per dormire squilla il cellulare di Katerina, la donna risponde un po’ agitata, ascolta in silenzio, poi conferma un appuntamento e saluta velocemente.

Confermo l’appuntamento per mercoledì sera, staremo un po’ insieme in chiesa.

Chi è che ti ha chiamato?

Una persona che vuole parlare con me della dottrina cattolica, ci vedremo mercoledì sera in chiesa.

Imparare la dottrina di sera?

Durante serata in chiesa, non in un night club! Dormiamo, sono molto stanca…

(5)

La mattina successiva George si sveglia presto, si ricorda della telefonata, prende il cellulare della moglie e scrive su un foglietto l’ultimo numero, quello della strana conversazione, se lo mette in tasca e va in ufficio.

Squilla il suo telefono, è il direttore che lo convoca, deve parlargli urgentemente.

Buongiorno!

Buongiorno!

Com’è andata la sua visita ieri?

Non male, ma siamo ancora agli inizi, vedremo in seguito.

Bene. Ma attento a nonperdere tempo e denaro. Ora venga nel mio ufficio per favore, abbiamo delle novitàsulle quali dovremmo discutere.

Certamente, ma tra un’ora.

Va bene, a dopo.

George chiama il numero trovato nel cellulare di Katerina. Sorprendentemente riconosce subito la voce del dottor Tom. Senza rispondere chiude la telefonata con rabbia, e l’ennesimo interrogativo si aggiunge a tutti gli altri: Perché sua moglie gli aveva mentito?

Un’ora dopo, entra nell’ufficio di Kakh che lo accoglie sorridendo:

Amico mio, è riuscito il medico a curare le sue ossessioni?

Non ho allucinazioni e non sono malato. Sono andato da un medico per farmi aiutare a trovare delle risposte ai miei interrogativi.

Evidentemente lei tiene troppo a questo argomento, d’altra parte sa benissimo come la penso io a riguardo, e continuo a consigliarle di accantonare i suoi dubbi e pensare semmai a lavorare di più per aumentare il suo capitale e magari spenderlo per divertirsi ora, senza pensare troppo al domani. Comunque sia, cambiando discorso, le ho chiesto di venire da me per parlarle di una cosa molto importante. La società delle applicazioni tecniche indiana ha accettato le nostre condizioni, però abbiamo bisogno di impiegare alcuni loro operai nella nostra compagnia, inoltre vorremmo rafforzare la nostra relazione lavorativa con un’altra società, sempre indiana, di distribuzione software. Uno di noi due deve andare in India tra due settimane, non c’è nessun altro in azienda che può affrontare questo incarico, ed io ho anche la riunione degli azionisti, dovrà perciò andare lei in India a breve.

Così su due piedi?

Purtroppo sì. Io non posso partire perché ci sarà la riunione degli azionisti, come sa, tra due settimane.

Le farò sapere tra pochissimi giorni se potrò partire oppure no. Mi dia comunque la copia integrale dei contratti e delle convenzioni. Vorrei poter leggere tutto ed esaminare il materiale al completo. Ci vediamo la prossima settimana.

Mi raccomando, conto sul fatto che lei possa davvero partire, e mi permetta di dirle di lasciare perdere quel medico, ho una sorpresa per lei che le comunicherò già la prossima settimana.

George ritorna nel suo ufficio ad esaminare i documenti, e contemporaneamente pensa agli ultimi avvenimenti: al cameriere, al medico e soprattutto a Katerina. Possibile che sua moglie lo tradisca, o che abbia l’intenzione di farlo? E addirittura con il suo medico, che è ateo?
Sin dal mattino, aveva deciso di visitare il cameriere, mentre l’appuntamento con il medico sarà poco prima della sua partenza per l’India e l’avrebbe poi spostato. Ma Katerina! È possibile che la sua moglie così devota lo tradisca con un ateo? Come è possibile!

Finito l’orario di lavoro si dirige immediatamente al bar, entra e incontra subito Adam, il cameriere:

Il signore desidera?

Un caffè per favore. Mi scusi, lei è Kate o Adam?

Adam, Signore.

Il cameriere si allontana per preparare il caffe’. Al suo ritorno, George gli chiede:

Può accomodarsi per qualche minuto per parlare un po’ con me?

Mi scusi, signore, vorrei poterla aiutare, ma ho del lavoro da svolgere.

Posso accompagnarla a casa dopo la fine del suo turno di lavoro?

La ringrazio mi eviterà di prendere i mezzi pubblici. Il mio turno finirà tra mezz’ora.

Bene. Allora prenderò il mio caffe› con calma. Sarà un piacere per me accompagnarla.

Grazie mille, con permesso.

Intanto George prende il caffè pensando a quel saggio cameriere:

Come ha fatto questo ragazzo a capirmi in pochi secondi, nonostante non mi conosca affatto? Ha individuato esattamente in quali pensieri ero assorto . Mi ha detto che la profondità sta nella semplicità. Che meravigliosa questa sua filosofia!

Adam interrompe i pensieri di George, e gli dice:

Sono pronto,andiamo?

Deve andare subito a casa o possiamo prendere un caffè assieme? E se andassimo a cena in un ristorante qua vicino?

Preferirei la terza opzione.

Il “Ristorante della Felicità”è qui vicino, potrebbe essere adatto.

Mi piace il nome del ristorante, la felicità è uno spirito che manca a tante persone oggigiorno, in questi tempi di incertezza, di dubbio e insofferenza…

E George nuovamente viene scosso dalle parole del giovane, ma non risponde, preferisce assimilarle in silenzio.

(6)

Entrano nel ristorante che è davvero molto accogliente: ogni dettaglio dell’arredamento emana armonia ed equilibrio, appare loro un esplosione di colori allegri in un’atmosfera molto piacevole ed ordinano due menù diversi, Adam il pesce invece George la carne, quindi inizia subito a fargli le domande. Il giovane risponde:
Prendono posto in un tavolo appartato. Il cameriere si presenta con il menù. George dice ad Adam:

Prego, ordini ciò che vuole.

Vorrei del pesce fritto e insalata.

A me, invece, porti una bistecca di vitello con patatine.

Appena il cameriere si allontana, George si rivolge ad Adam dicendo:

Eccoci al ‘Ristorante della Felicità’, che tanta gente non conosce,immersa in così tantaincertezza, dubbi e insofferenza ...

I dubbi e l’incertezza uccidono il senso della vita, dunque le persone per non pensare si trasformano in automi, come ingranaggi di una macchina che gira senza un obiettivo. A vuoto. Chiaramente non hanno alcuna meta…

Quindi lei è uno dei sostenitori della fuga dal dubbio, sostenitore della resa?

No, certamente no. La fuga non serve, peggiorerebbe la situazione. Un uomo dice che ha fame, un altro uomo invece grida perché ha fame ed anche che vorrebbe dormire.

Dunque significa che entrambi hanno fame!

A dire il vero, il primo è più ragionevole, lo capisce vero che è più intelligente, perché riesce a controllare se stesso?

Mi risponda con sincerità, ma lei è felice?

Sì, direi di sì, la felicità è la visione che abbiamo di noi stessi, la visione che abbiamo della nostra vita nell’universo.

Sembra che la sua felicità sia la stessa di mia moglie che è credente, si arrende al mistero della fede, fugge dalle risposte, ma si butta nell’alcool. Ma cosa significa la vita secondo lei?

Intanto chi fugge dai grandi interrogativi della vita, non potrà mai essere felice, dunque fa solo finta di esserlo. Mi chiede la vita cosa sia? Bene, troviamo la risposta cercando di capire prima il perché siamo stati creati, perché viviamo su questa terra e cosa succederà dopo che moriremo…

Mi dica lei, mi dia le motivazioni!

Lei pensa che ci sia al mondo un uomo che non ha le risposte dentro di se?

Mi risponda con chiarezza, lei ha una risposta a queste domande?

Credo di avere delle risposte chiare e convincenti. La sua risposta però non la troverà parlando dei miei personali pensieri. Tutti noi abbiamo le risposte comunque, ma io sono solo uno studente universitario, lei è un ingegnere. Le risposte si trovano nella nostra anima. Non posso dargliele io, deve cercarle dentro se stesso.

Sta parlando proprio come un signore anziano che ho incontrato un giorno nel parco!

Intende dire che io così giovane parlo come un anziano che ha vissuto il triplo delle mie esperienze, oppure forse che le mie parole sono noiose come quelle di quell’anziano? Comunque a parte gli scherzi, penso davvero che la verità si possa trovare solo se si è determinati, cioè ben decisi a trovarla.

Incredibile, di nuovo le stesse parole di quel vecchio signore!

Adam, mi dica almeno che metodo devo usare per trovare queste risposte?

Perché in fondo lei sta ripetendo ciò che mi ha detto il medico…

Adam scoppia a ridere ed esordisce:

Lei è davvero pieno di misteri, chi sarebbe questo medico?

L’anziano è un medico?

Chiedo scusa, non mi sono spiegato bene; quell’anziano non era un medico, ho chiesto aiuto ad uno psichiatra per aiutarmi a trovare la strada per la felicità.

Perché ero talmente stressanto e stanco che si poteva pensare io avessi bisogno di uno psichiatra. La mia quotidianità era piena di tristezza e malinconia.

Non credo proprio che possa trovare queste risposte da un medico, o meglio al di fuori della sua anima. Ma cosa le avrebbe detto questo dottore?

Ha detto che prima di tutto devo capire da dove iniziare la ricerca, ovvero è importante individuare il punto da cui partire.

Sembra un buon metodo, si ricordi che la semplicità porta al successo e quindi alla serenità; l’opposto, cioè la complicazione al fallimento e alla depressione, il suo medico sembra una persona razionale.

Razionale sì, ma non coerente nel suo comportamento, e mi sembra importante debba esserlo per non perdere credibilità. Se anche fosse un illustre luminare, se avesse la scienza e la sapienza, ma poi si comportasse in modo scorretto moralmente o eticamente, non potrei ascoltare i suoi consigli. E poi, devo anche aggiungere che mi è antipatico.

E cosa pensa di fare?

Probabilmente continuerò con lui per poco, per vedere se il tutto porta dei risultati. Dicevo, che lui mi ha chiesto anche come farò a sapere che quel metodo mi porterà ad una risposta attendibile. Secondo lei Adam, dove troverò la risposta?

Non sono un medico per competere con un altro medico.

George sorride alla risposta di Adam. Lo diverte e lo stimola il suo modo di ragionare. Non vuole rispondergli, cosígli pare, ma per quale motivo?

Mi ha detto di trovare la risposta da solo. E mi ha chiesto anche come farò a trovare la risposta e chi mi garantirà che la risposta trovata sarà quella giusta…

E’ un buon inizio, semplice, profondo. Anche se ribadisco, non posso valutare l’operato di un medico non essendolo a mia volta.

Allora, da dove iniziare?

Magari posso consigliarle di cercare nell’anima attraverso lo studio delle religioni!

Delle religioni?

Esatto, delle religioni. Oppure lei pensa di cercare nella filosofia sterile e incoerente dell’ateismo?

No, sono convinto che l’ateismo sia un’anomalia della ragione e della scienza.

Allora, bisogna per forza rivolgersi alle religioni.

In effetti c’è una occasione interessante, mi hanno chiesto di andare una settimana in India per lavoro, so che in quel paese potrei approfondire tutte le religioni che convivono in modo così semplice. Cosa ne pensa?

Non sono un esperto, però se posso esprimere un parere, direi che è una buona idea; studi le varie dottrine, e poi si fidi delle risposte che sente più vicine alla sua sensibilità, anzi: alla sua anima,che non le mentirà.

Come potrò affrontare la questione religioni?

Secondo me, lei prima di tutto deve farsi un’idea generale su di esse.

Come?

Secondo me è bene conoscerne una alla volta, per comprendere attraverso questo metodo semplice e immediato se le risposte che cerca si possano trovare in qualcuna di esse.

Il cameriere si presenta con le ordinazioni. George quindi sceglie di chiudere il discorso per non disturbare il suo ospite che, pur frequentandolo da poco gli sembra di conoscereda molto tempo.

Non vorrei disturbarla durante il pasto. Direi che per oggi ho parlato fin troppo ma comunque avrò ancora bisogno del suo aiuto. Ci conosciamo da poco, ma mi tranquillizzano le sue parole, e spero tanto di non averla disturbata!

Lei non mi disturba affatto. Sono felice di questo invito a cena, nel ristorante della Felicita! L’importante è stare bene…

Mentre mangiano, George cerca di cambiare discorso, ma ha una curiosità incontenibile e quindi nuovamente domanda:

Chiedo scusa, ma non riesco a trattenermi dal chiederle il perché bisogna seguire il metodo delle religioni e non, per esempio, cercare le risposte nell’ateismo? A proposito, il mio medico è ateo, nega tutte le religioni e addirittura se ne burla.

Stando alle sue parole, pare comunque che egli sia un buon medico, ma nonostante ciò, personalmente credo che gli atei siano delle persone che scappano dalle risposte e perciò non trovano argomenti attendibili, soddisfacenti. L’Ateismo risponde quotando casualità, e chiude il discorso della morte con una banale parola fine! Fine di tutto, quindi l’obiettivo sarebbe la fine! Nasciamo da una casualità, viviamo secondo leggi che si governano da sole per poi morire e basta. Dov’è il senso della vita? Dall’altra parte vi è il credente che naturalmente abbraccia il creazionismo, un Creatore che ha uno scopo, decide e crea per un motivo, e questa teoria ha risposte logiche e ce le rivela. Inoltre l’Ateismo è contradditorio in tutti i dettagli delle proprie analisi. L’ateo presume che l’Universo, che noi vediamo andare avanti secondo delle leggi precise e perfette, sia regolato dal nulla, nasca da una esplosione casuale e tutto giri secondo leggi perfette in maniera ‘casuale’. Che non ci sia un maestro che dirige queste leggi. Poi direi anche che la maggior parte degli atei in realtà non sono coerenti perché davanti alle loro difficoltà personali invocano Dio! Sembra proprio che vogliano sostenere delle tesi assurde e poi le neghino con la loro incapacità concreta di attenervisi.

Basterebbe una sola di queste ragioni. L’ateo ad un certo punto si ferma, non è più capace di rispondere. Comunque ora la questione potrebbe essere: quale religione dobbiamo seguire, visto che il numero delle religioni è così elevato? Dicono che esistano più di 10.000 religioni al mondo.

Poi all’interno di una sola religione, il Cristianesimo per esempio, esistono ben 33.000, e anche più, sette diverse. Stiamo per giungere ad un concetto globale della questione, non crede?

Che cosa intende dire?

Noi abbiamo diviso globalmente il tutto in due categorie, fedeli ed atei, non è cosí?

Sí, è cosí!

Secondo questo concetto globale, le religioni e la fede sono divise in due settori: religioni monoteistiche di natura divina e religioni inventate dall’uomo.

Ho capito il suo punto di vista.

Mi ha detto che potrebbe andare in India, giusto?

Sì, ma cosa c’entra questo con il nostro discorso?

L’India è un paese ricco di pensieri, di spiritualità, di credi e di settarismi. Laggiù, lei potrebbe studiarle e riflettere. Stia tranquillo che arriverà a capire, se lei sarà sincero con se stesso, se lei ha davvero la volontà di trovare la verità, seguendo una strada semplice.

Mi piacerebbe ne riparlassimo al mio ritorno dall’India. Lei crede che questa occasione e questo metodo di ricerca mi potrebbero fare arrivare ad una risposta?

Il raggiungimento della certezza è una grazia di Dio. Ci arriverà di sicuro se sarà sincero nella sua ricerca della verità. L’importante è avere buona volontà ed insistere, seguendo la via della semplicità e non quella della tortuosità.

Ecco che nuovamente sta parlando come l’anziano signore del parco!

Mi piacerebbe incontrare questo signore… Mi ha fatto incuriosire!

Ero in una situazione molto difficile quando l’ho conosciuto, mi ha perfino chiesto il numero di cellulare dicendo di volermi chiamare. A proposito: posso chiederle il suo assieme all›indirizzo di posta elettronica?

Adam strappa un foglietto da un taccuino e gli scrive i suoi recapiti.

Mi deve scusare, sono solo un cameriere e non ho un biglietto da visita da darle…

Non importa… Vorrei rivederla non appena ritorno dall’India.

Senz’altro!